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ULTRAVIOLENZA RELOADED

ULTRAVIOLENZA RELOADED

MARIOTTINI DIEGO

312

15 x 21

Libri

2018

Disponibilità: 1-2 copie disponibili

€18,00 €17,10

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Morire di tifo in Italia.

Autentico esperto della materia, l’Autore, pur nella stesura di un elenco che potrebbe avere il sapore di fredda elencazione dell’accaduto, fa trasparire il suo costante coinvolgimento emotivo e una sorta di sdegno evidente nel raccontare vicende che mai e poi mai dovrebbero combinarsi con eventi sportivi, per loro stessa originaria natura destinati ad aggregazioni festose di atleti e loro sostenitori, pur in un contesto caratterizzato dalla passione e dalla tendenza a fare gruppo quasi tribale.
 
Fa impressione anche la sola lettura dei nomi delle tante vittime che hanno perso la vita in situazioni di violenza per responsabilità delle frange più bellicose del tifo ultra ma non solo.
 
Il semplice trascorrere, l’uno dopo l’altro, di nome e cognome evoca immediatamente ricordi angosciosi di fatti accaduti con modalità diverse e in circostanze particolari ed è sorprendente la constatazione che, di ciascuno di quei nomi e cognomi, ritroviamo eco nella nostra memoria, a testimonianza di un dolore immediato poi sedimentato nei meandri delle cose che non si possono dimenticare.
 
«La passione per il calcio e quella ancor più importante per la libertà (quella vera, non quella da spot televisivo), si sono unite in questo caso al desiderio di raccontare e al metodico e quasi ossessivo lavoro di ricerca. L'idea iniziale era quella di ragionare in modo analitico sull'evoluzione del tifo calcistico negli ultimi 50-60 anni, individuando i momenti cruciali di tale fenomeno. Poi capita anche che la penna vada un po' dove vuole. Peccato veniale, voglio sperare. In fondo è l'unico privilegio sul quale chi scrive può ancora contare. Concludo ricordando che, sebbene le storie qui trattate siano soltanto 13, le vittime della violenza ultrà sono, nel momento in cui si va in stampa, 25. Solo uno, all'interno di questo libro, si è salvato: proprio lui, il bambino inesistente della sera del 21 marzo 2004. Lui sì, noi probabilmente no».