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RIBOT E IL MENALATTE

RIBOT E IL MENALATTE

MAIETTI

Libri

2005

Disponibilità: Il prodotto è Esaurito, ti consigliamo di controllare saltuariamente il sito per verificare l’uscita di una eventuale nuova edizione

€13,50

Esaurito/Non in commercio

Viaggio intorno a Giacinto Facchetti, galant homme

Quando Giacinto era un ragazzo, nei campi di Treviglio passava il menalatte, l’uomo che trasportava su un carro i bidoni del latte munto in cascina. Tra le stanghe del carro arrancava un onesto cavallo da tiro. A quel ricordo si rifece Gianni Brera vedendo lo splendido atleta Facchetti, suo centravanti privato, costretto alle stanghe plebee del ruolo di terzino marcatore: un Ribot stolidamente umiliato a ronzino. Ribot tra le stanghe del menalatte, titolò un suo croccante arcimatto. Croccante e, forse, ingiusto. Perché il menalatte altri non era che il Mago, Helenio Herrera. Aveva per Giacinto l’affetto di un padre. Giacinto per lui la riconoscenza di un figlio per niente prodigo. Il libro si ispira all’immagine più immediata che Facchetti ha dato di sé in Italia e in tutto il mondo: quella del cavaliere senza macchia e senza paura. Più Parsifal che Lancillotto. Difensore di quasi masochistica correttezza (una sola espulsione in quasi vent’anni di carriera), attaccante aggiunto che combinava la potenza squassante di Riva con l’apollinea falcata di Beckenbauer. La fedeltà a una sola maglia, e quale! L’Inter è una fede per ultimi romantici: “gente che vive di ricordi e di sogni”, dileggiano da sponde di altri colori. E non sanno di fare un complimento. Perché nell’andazzo pallonaio sempre più insensibile a guizzi di poesia, L’Inter resta un’isola di fascinoso richiamo. L’Inter del presidente, ex capitano, Facchetti, e del patron Massimo Moratti, ribattezzato Massimo Del Sogno contro la troppo facile ironia mediatica. Quasi d’inerzia il libro si fa quindi viaggio intorno a un atleta e a un uomo fuori moda: il capitano parco, il galant homme. Un viaggio alla ricerca di personaggi e di vite in antitesi e in antidoto a certi eccessi di troppe modernità. Viaggio di perdute periferie, tra gli umori e i sapori antichi di una terra che ha così prepotentemente ispirato Ermanno Olmi, trevigliese come Giacinto Facchetti. E a poco a poco, intorno all’isola del galant homme, si forma un variegato frizzante arcipelago di humanitas, che niente predica, niente presume. Solo reclama il proprio diritto alla vita.