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LAZIALI BASTARDI

LAZIALI BASTARDI

CHIAPPAVENTI GUY

312

Libri

2021

Disponibilità: Al momento non disponibile. Può essere disponibile in 8-10 giorni lavorativi dalla vostra richiesta

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Questo libro non è un’enciclopedia della Lazio.

Qui non ci sono i giocatori più forti, non tutti almeno.

Ci sono anche tanti altri che erano un po’ scarpe ma buttavano il sangue in campo o che in qualche altro modo si sono fatti amare dai tifosi.

I protagonisti sono cinquanta bastardi laziali, “bastardi senza gloria”, ribelli, poeti, guerrieri, cagnacci, anche un infame che forse non era così infame, calciatori e allenatori che hanno segnato la storia della Lazio, hanno espresso un carattere tipicamente laziale, sono entrati in trance insieme alla curva, hanno lasciato un segno.

Nel bene e qualche volta nel male.

Sono i giocatori rimasti nel cuore dei tifosi perché hanno segnato l’immagine guerriera di una squadra emblematica di un calcio che non c’è più, ma rimane aggrappato alla memoria.

Questo libro non è un album di campioni, c’è Guerino Gottardi e non c’è Roberto Mancini, non c’è l’elenco dei bomber con tutti i goal segnati e le partite giocate, anche se, ovviamente, ci sono Piola, Chinaglia, Giordano, Signori, Vieri, Klose e Immobile.

C’è Paul Gascoigne, a proposito di pazzi.

Di Canio e Sinisa Mihajlovic, a proposito di politicamente scorretti.

O Simeone, l’argentino che ha trasformato il suo soprannome in una dottrina, il Cholismo.

Ci sono i morti: Luciano Re Cecconi, ucciso in gioielleria con un colpo di pistola nel ‘77, e c’è Giuliano Fiorini che con un tiro di punta salvò la squadra dalle secche della serie C e dal fallimento.

L’allenatore-padre, l’ex partigiano Tommaso Maestrelli. Ci sono i cavalieri del centrocampo di oggi: Milinkovic-Savic e Luis Alberto, zigano andaluso.

Non ci sono i presidenti, i direttori sportivi, i general manager.

C’è però uno che non ha giocato a pallone, è un bersagliere podista, Luigi Bigiarelli, che nel 1900 fondò la Lazio in una piazza del quartiere Prati, sopra il fiume Tevere.

Anche lui è morto presto.

Ci sono molte tragedie, molti scandali e molta identità.

Nessuna squadra è come la Lazio.