Libri

DVD

Libro del Giorno

Newsletter

Inserisci la tua email per iscriverti alla newsletter di Libreria dello Sport

Proseguendo accetti la nostra informativa sulla privacy e acconsenti di ricevere messaggi informativi, promozionali e newsletter.
COPPA DIMENTICATA

COPPA DIMENTICATA

ARAF JO

336

Libri

2021

Disponibilità: Al momento non disponibile. Può essere disponibile in 8-10 giorni lavorativi dalla vostra richiesta

€15,00 €14,25

Risparmi € 0,75 (- 5%)

Compra

Storia della Mitropa Cup, la madre della Coppa Campioni (1927 -1940).

È trascorso oramai quasi un secolo dall’epoca in cui i paesi della Mitteleuropa dominavano il calcio ai più alti livelli.

In questo lasso di tempo è cambiato quasi tutto: i moduli di gioco, i sistemi di allenamento e, forse e soprattutto, l’indotto che circonda il mondo del pallone.

L’idea del calcio come business, tuttavia, ha origini lontane, origini che rimandano agli anni in cui le prime stelle del firmamento calcistico europeo si affermavano sui rettangoli verdi più celebri del continente.

Ogni epoca, da quella pre-televisiva a quella odierna passando per quella delle immagini in bianco e nero, è stata ricca di squadre e campioni che hanno lasciato un segno indelebile sullo sport più popolare al mondo.

Se negli anni successivi alla Grande Guerra la fama dei migliori calciatori europei era un fenomeno prettamente cittadino, negli anni seguenti, in virtù di uno scenario totalmente ridisegnato, divenne trasversale ed iniziò ad estendersi in un’ottica prima nazionale e poi internazionale.

Diventava quasi automatico associare il volto di un calciatore a quello di un paese: Meazza all’Italia, Sindelar all’Austria e Sárosi all’Ungheria.

Si trattava dei massimi esponenti di uno sport fortemente contaminato dalle vicissitudini politiche e diplomatiche del tempo, un palcoscenico che metteva di fronte protagonisti che, direttamente o indirettamente, avevano subito le conseguenze di un conflitto le cui ferite rimanevano vive.

Per questa ragione momenti di assoluto fair play si alternavano a fasi decisamente più convulse figlie dell’instabilità politica che aleggiava sul continente e che, immancabilmente, si rifletteva sul terreno di gioco.