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HEROES - EROI DEL PLAYGOUND PERSI PER STRADA

HEROES - EROI DEL PLAYGOUND PERSI PER STRADA

VECCHI DANIELE

144

15 X 21

2008

Disponibilità: Immediata

€13,00 €11,05

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Fuori dalle luci della ribalta, fuori dai circhi mediatici del grande sport, fuori dalle grandi arene, là fuori, c'è qualcuno che ha lasciato il segno, là fuori ci sono gli Eroi della Strada. Eroi anche solo per un giorno, un'ora o un minuto. Le loro gesta rimangono scolpite nella storia della vita, quella storia invisibile eppure indelebile, perchè se anche solo una persona si ricorda di loro, di un loro gesto in un qualsiasi campo di un mondo qualsiasi, gli Eroi rimarranno meravigliosamente tali nel cuore di chi li ricorda.

Dal capitolo dedicato a Gabriele Piazzolla, il re del playground milanese, scomparso il 23 maggio 2006 a 25 anni.

Ci sono persone che lasciano il segno. Lasciano il segno su qualsiasi persona con cui vengono a contatto, lasciano il segno sull’ambiente circostante, si sente la presenza, si sa che quella persona c’è, o c’è stata, o ci sarà sempre, in quell’ambiente, in quel determinato ambito. Un segno indelebile, anche se queste persone si conoscono di sfuggita, se si vedono anche solamente una volta, anche se non ci si parla, anche se magari si è abituati a vederli in giro, nei locali, per la strada, su qualche foto sul giornale, si sa che esistono, si sa che ci sono, e basta, si danno per scontati. Gabriele Piazzolla, un ragazzo solare, uno di quelli che lascia il segno, un segno indelebile. Un gran bel ragazzo, una mancata carriera di modello, un talento cestistico fuori dal normale. Il Piazz, tutti lo conoscevano così, nei vari campetti di Milano, nelle varie squadre dove ha giocato, Gabriele era il Piazz, l’incontenibile, immarcabile, esuberante, esaltante Piazz. Il Piazz contro il Pozz.
One on one.
Uno contro l’altro al playground di Via Dezza, o al Sempione. Che sfida sarebbe stata. Se solo Gianmarco Pozzecco quella sera all’Hollywood avesse accettato, se solo avesse raccolto il guanto della sfida lanciatogli da Gabriele Piazzolla in quel luogo trendy così lontano migliaia di anni luce dallo spirito di divertimento e di competizione che animava Gabriele Piazzolla, se il Pozz avesse detto “ok, posto e ora, fammi vedere cosa sai fare”, la sfida sarebbe andata in onda, e molti degli ex-compagni di squadra o di campetto di Piazz erano e sono ancora tuttora pronti a scommettere che per il Pozz non sarebbe stato così facile, anzi, sarebbe stata durissima, sarebbe forse anche stata una sconfitta.....

.....Classe 1981, Gabriele Piazzolla era un ragazzo che amava e rispettava il gioco, un entusiasta del mondo, un generoso, un amico fraterno, un sorriso sempre pronto a rincuorarti, una parola dissacrante che sdrammatizzava una situazione pesante, un genuino, un ragazzo vero e una persona vera, di rara intelligenza, un genio e uno sregolato, nel senso più bello, positivo e affettivo del termine. E giocava, giocava che era un piacere vederlo. Ti entusiasmava fin dal primo momento in cui lo vedevi muoversi con il pallone in mano. Il Piazz non faceva un passo indietro. Il Piazz spaccava. Un metro e ottantatre centimetri di altezza, un fisico compatto, agilissimo e con una esplosività intrinseca impressionante, un ball-handling che blindava il pallone, una partenza bruciante sia a destra sia a sinistra, una varietà di soluzioni offensive infinita,......