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FRANCESCO TOTTI - A DIFESA DI UN AMORE ETERNO

FRANCESCO TOTTI - A DIFESA DI UN AMORE ETERNO

IANNARELLI PATRICK

140

Libri

2021

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Francesco è un bambino nato e cresciuto nel quartiere romano di Porta Metronia, nei suoi occhi c’è solo una forma, quella tonda del pallone, e solo un colore, anzi due: il giallo e il rosso della sua squadra del cuore.

Francesco fantastica di diventare un campione ma nemmeno nel più roseo dei suoi sogni può immaginare che a meno di 17 anni esordirà nella massima serie calcistica italiana, divenendo il numero 10 inamovibile della sua Roma per 25 anni e spogliandosi della sua identità di semplice Francesco per diventare un’icona da riverire con nome e cognome: Francesco Totti.

Una carrellata di eventi e di momenti hanno scandito la vita del campione. Dall’esordio in Serie A sotto l’egida di Vujadin Boškov al suo marchio di fabbrica - “er cucchiaio” - nella semifinale di Euro2000, dal travolgente scudetto della Roma alla vittoria della Scarpa d’oro, fino ad arrivare alle sue reti, più di 300 in carriera, spesso decisive anche a un passo dal ritiro.

Ma la vita da campione, si sa, non è fatta solo di luci della ribalta, e se il talento e la fama ti fanno unico, è la capacità di rialzarsi dopo i momenti difficili che ti rende immortale.

L’infortunio del 2006 a un passo dal Mondiale, quel Mondiale che consacrerà l’Italia sulla vetta, poteva mettere fine al sogno, e invece no.

Il bambino Francesco, l’atleta Francesco Totti, ha saputo guardare in faccia il dolore e la paura di non farcela, e sconfiggerli con la sua irriverente espressione da “Pupone”.

Questa è la storia di Francesco Totti, un atleta, un campione che ha saputo prendersi le sue responsabilità anche quando ha sbagliato, come nel famoso sputo al danese Poulsen nell’Europeo 2004 o quando decise di calciare Balotelli anziché la palla durante la finale di Coppa Italia tra Roma e Inter.

Perché qualsiasi opinione si possa avere di lui, bisognerà riconoscergli che ha sempre scelto e agito a difesa di un amore eterno.

"Miglior giocatore del mondo: sì, Totti mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra". Diego Armando Maradona

"Roma è una città molto difficile calcisticamente e ho sempre avuto l'istinto di difenderlo, tenendo per me le idee che avevo su di lui. È stato un onore essere stato il suo allenatore". Carlo Mazzone

"Vedeva spazi e traiettorie che non erano pensabili, ma lui le semplificava in modo disarmante. Quando lo vedevamo all'opera, io e i miei collaboratori, restavamo colpiti da questa sua immensa dote di giocare il pallone senza nemmeno vedere il posizionamento del compagno. Lui sapeva già dove mettere la palla, con precisione estrema". Cesare Prandelli