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ALTRI INTERISMI

ALTRI INTERISMI

SEVERGNINI BEPPE

155

14 X 21

Libri

2003

Disponibilità: Il prodotto è Esaurito, ti consigliamo di controllare saltuariamente il sito per verificare l’uscita di una eventuale nuova edizione

€9,50

Esaurito/Non in commercio

Un nuovo viaggio nel favoloso labirinto neroazzurro

Caro Massimo Moratti,

l'anno scorso, dopo aver regalato lo scudetto alla Juventus,
ogni interista di buon senso - può sembrare incredibile, ma ce
ne sono - ha pensato: cosa può esserci di più doloroso? Ora
lo sappiamo: consegnare un altro scudetto alla Juve e la
Champions League al Milan, dopo essere usciti in semifinale
senza perdere. Solo un regista sadico poteva inventare un
finale del genere. Eppure, ci è toccato.

Cosa dice, Presidente: dobbiamo abbatterci? Io dico di no.
Ora comincia un'altra stagione: e non può sempre
grandinare. Di una cosa, oltretutto, possiamo star sicuri. Non
sarà una stagione noiosa, come non lo è stata quella appena
conclusa. Questo, infatti, dobbiamo ammetterlo. L'Inter sa
essere crudele, ma non fa mai mancare le emozioni (Vieri ce
l'abbiamo solo noi; per prevedere Recoba occorre un
cartomante; e Cuper, prima d'essere un allenatore, è un
enigma avvolto in un mistero).

Non si preoccupi, caro Moratti: ormai l'abbiamo capito.
Scegliere l'Inter è come entrare in un labirinto. Un favoloso
dedalo neroazzurro, pieno di sorprese a ogni svolta. Al centro
c'è l'obiettivo, il premio, la gioia che attendiamo. Il problema
è: come arrivarci?

Non m'illudo, con Altri interismi, di suggerire una risposta. Il
tifoso con le soluzioni in tasca è una delle figure più patetiche
del calcio (non l'unica, per la verità). Anzi, le confesso: non
pensavo nemmeno di pubblicarlo, questo libro. Pensavo di
aprire e chiudere con Interismi, pubblicato nell'estate 2002
per consolarmi e provare a consolare (sedici edizioni, che
avrei scambiato volentieri col quattordicesimo scudetto).
Quelle cento pagine erano un modo per dimostrare che noi
interisti siamo speciali, e riusciamo a sorridere quando altri
saprebbero solo deprimersi.

Sa perché ho deciso di proseguire nel racconto? Perché credo
che la stagione appena conclusa vada ricordata: se non altro,
per non ripetere gli errori. E penso che alcune cose vadano
dette, in vista della stagione che comincia..."

dall'introduzione.