BUFALINO MICHELE
AAVV

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Sogni e spavalderie di chi si inerpica nella vita pedalando col vento in faccia, paura e senso del dovere della staffetta partigiana che pedala per la libertà d'Italia, emozioni di gente comune che inforca la bici per svago o per dovere. I brani raccolti in questo volume - tratti da diari conservati presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano - parlano di un mezzo di locomozione che ha rivoluzionato i costumi del nostro paese. Pericolosa incarnazione della modernità, "macchina infernale" proibita alle donne e ai sacerdoti, la bicicletta è dapprima mezzo aristocratico, al di là delle disponibilità economiche dei più. Poi, col Novecento, diviene democratica: è il mezzo di trasporto preferito di impiegati e di operai, persone qualsiasi che facilmente si identificano negli eroi di quel Giro d'Italia che inizia a entusiasmare gli animi. Parlare della bicicletta, dice Marc Augé - e lo ribadisce Stefano Pivato nel saggio introduttivo - non significa soltanto rievocare ricordi personali, ma ripercorrere una storia condivisa da milioni di altre persone. Così la dimensione autobiografica di queste pagine si apre, prende respiro e ci regala un quadro inedito della nostra storia recente. Tracciato da un punto di vista particolare e privilegiato: il sellino della bicicletta.
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