WIMBLEDON - VISIONS OF THE CAHMPIONSHIPS
HEWITT IAN MARTIN BOB
GOZZI MARTINO

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La pallina rimbalza di qua e di là delle rete. Di qua l'Italia, l'affetto dei suoi genitori, premurosi ma mai apprensivi o prevaricanti e Bianca, intelligente e fragile; di là il college, l'Anderson Academy per le giovani promesse del tennis, a pochi passi da New York, il vulcanico compagno di stanza Nuke e il fascino di Camilla Banks, compagna di corso che lo seduce sin dal primo incontro nell'appartamento con vista su Central Park.
Emiliano vive i suoi 17 anni e l'avventura di un futuro professionista della racchetta rimbalzando tra nuove esperienze e consolidati affetti come quella pallina che sa colpire con tanta maestria. Tuttavia, a differenza di quanto accade in campo, la racchetta non è solo in mani sue e il gioco si fa giorno dopo giorno più complicato.
I rituali dell'intensa vita del college lo affascinano. Emiliano si concede e si tuffa nella nuova realtà fatta di regole e goliardia, studio rigoroso e incursioni nella vicina New York percepita innanzitutto attraverso gli odori delle sue strade. Sono le telefonate che intersecano notte e giorno a rammentargli che oltre l'oceano c'è chi lo aspetta e trepida per lui. Bianca, senza nulla dire, vuol sapere se il suo amore "descrivibile" sia ricambiato, se il loro rapporto sia qualcosa di più di un rito iniziatico tra adolescenti.
Quante nubi si addensano su Emiliano che scopre quanto sia dura la strada che conduce ai nuovi traguardi delle maturità. Sicuro, c'è la pallina da colpire e mandare oltre la rete e lui ci sa fare. Se si tratta di un attacco in demi-volèe o in topspin va tutto bene, ma qui deve decidere la strategia di un'intera partita. Emiliano sa bene che per vincere ci vuole un buon approccio tattico, non abbattersi quando tutto sembra perduto e non esaltarsi quando si è a due palle dal match.
Accidenti, quanto si sta bene in campo e quanto è complicata la partita della vita. Occorre dire ti amo o non ti amo, essere sinceri con se stessi e gli altri, dire all'amico Nuke di essere stati a letto con Camilla e beccarsi una testata che quasi gli frattura il gomito.
Gozzi racconta il superamento della soglia dell'adolescenza verso la vita adulta con scrupolo e con la stessa maniacale attenzione descrittiva e l'impegno che il suo Emiliano pone quando deve scrivere un tema in inglese o deve ascoltare una lezione e si mette in prima fila con le orecchie ben ritte, perché sa, da straniero, che deve capire bene per non sbagliare.
L'educazione sentimentale di Emiliano procede di pari passo con l'educazione letteraria del suo ghostwriter Martino e non c'è da stupirsi perché i due palesano le identiche virtù e gli stessi vizi. Così il vezzo di avvolgersi a tutti i costi in una cornice culturale fatta di continue citazioni che sottolineano eccessivamente la natura formativa del romanzo, si stempera in una scrittura per lo più misurata, attenta, avida di scoperte, come può essere quella di un essere umano sulla soglia dell'età adulta.
Le cadute narrative nei meandri delle citazioni di Jack London o nelle incertezze tra Schumann e Schubert si possono perciò interpretare e assolvere come riti propiziatori alla maturità e fanno da preludio alle pagine più belle, le ultime, nelle quali Emiliano trova, immerso negli affetti familiari, una prima risposta ai meravigliosi dubbi della giovinezza ("mancavano otto giorni alla mia partenza e sapevo esattamente cosa dovevo fare"). Ora la giovane promessa è pronta a varcare un'altra volta l'oceano.
Anche il ventottenne scrittore Martino Gozzi è una giovane promessa. Ce la farà? Lo vedremo al prossimo incontro. I numeri non mancano e anche la grinta, come dice il coach della sua scuola. Lasciamo la pallina in bilico sul filo delle rete.
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