MARZIALI MORA
- Titolo: LA COSTRUZIONE DELLA MANOVRA E L'ORGANIZZAZIONE DEI MOVIMENTI D'ATTACCO NEI SISTEMI DI GIOCO 4-4-2, 4-2-3-1, 4-3-3, 4-3-1-2, 3-4-3
- ISBN: 9788895404639
- Pagine: 400
- Dimensioni: 17 x 24
- Tipologia:

- Anno di pubblicazione: 2008
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Il testo mira a dare un metodo razionale all’allenatore che si pone come obiettivo
la costruzione della manovra in modo sistematico ed organizzato.
In esso vengono indicati i
passi successivi che consentono ai singoli reparti, a parte di essi, a due reparti contemporaneamente ed alla squadra tutta, di acquisire (per mezzo di concetti, principi e sviluppi fondamentali relativi all’occupazione dello spazio in rapporto al tempo, allo smarcamento, ecc.), le conoscenze per sviluppare il gioco, la manovra e la rifinitura, in modo “coscientemente articolato”. Saper interpretare il momento contingente, la “situazione” (sia da parte del p.p. che dei calciatori non in possesso), innanzi tutto senza avversari, rapportandosi quindi al tipo di movimento ed ai tempi del movimento dei compagni, è il primo obiettivo da ricercare.
Il calcio è
“comunicazione non verbale” e può essere definito anche come una sorta di gioco in cui i protagonisti, i calciatori, si intendono
attraverso l’interpretazione univoca della “situazione” del momento. Detto ciò, si precisa che la comunicazione verbale vera e propria è sempre necessaria, ma è comunque un corollario rispetto a quella non verbale.
Come fanno i calciatori ad interpretare in modo univoco la medesima “situazione”, quella contingente?
Deve essere l’allenatore a dare l’uniformità interpretativa, di analisi e delle possibili risposte motorie, tecniche e tattiche, sia durante gli allenamenti che rivisitando le partite giocate. Si parla di “fantasia collettiva” quando i tempi ed i modi del movimento dei calciatori senza palla offrono molteplici soluzioni, dirette o indirette, al p.p. e/o al rifinitore; quest’ultimo, dopo aver percepito e analizzato la “situazione”, esegue la giocata più efficace.
L’avvicinamento alla porta avversaria eseguito tramite “gioco manovrato” deve essere sviluppato con un adeguato calcolo del rischio della giocata in profondità (verticalizzazione), pertanto si deve tenere in debito conto l’importanza del mantenimento del possesso di palla.
“Quando non si può dare profondità, si fa possesso”.
Nel testo vengono proposte anche esercitazioni che mirano a simulare le cosiddette “ripartenze”. In questo tipo di azioni la velocità è determinante ed arrivare nel minor tempo possibile alla conclusione in porta è un fattore decisivo per realizzare il gol.
Nel presente elaborato viene dato risalto alla linea didattica che prevede di trattare i vari argomenti partendo da situazioni analitiche, semplici per proseguire sequenzialmente verso situazioni globali, complesse.
È bene sottolineare che durante l’esecuzione delle esercitazioni proposte, con particolare riferimento ai “movimenti d’attacco”, oltre all’obiettivo primario, che è quello di insegnare a costruire la manovra, si sviluppa anche gran parte della
tecnica calcistica e, nello specifico, si sviluppa gran parte della
tecnica di base (i gesti tecnici) e della
tecnica applicata in fase di possesso, oltre che della
tattica collettiva che si mette in atto per mezzo dei
principi della tattica in fase di possesso e per mezzo degli
sviluppi in fase di possesso, che sono l’applicazione pratica dei principi. Sulla base di quanto appena esposto, gli autori ritengono che far eseguire i movimenti d’attacco a livello giovanile rappresenta un momento di crescita complessiva, anche sul piano tecnico. Nella scelta di proporre i movimenti d’attacco, si deve tener conto della categoria giovanile di appartenenza; più i calciatori sono piccoli, minore deve essere il numero di calciatori coinvolto nel suo sviluppo, ad esempio: 3>0, 4>0, 5>0 e 6>0, e le dimensioni dello spazio destinato a tali esercitazioni devono essere adeguate alle capacità condizionali dei giovani atleti. Si arriverà a proporre il coinvolgimento di dieci calciatori, per il 10>0, solo nelle ultime categorie giovanili. Il basso numero di protagonisti durante lo svolgimento dei movimenti d’attacco coinvolge attivamente i giovani calciatori, perché il contatto con la palla è frequente. Si sottolinea che, se si tratta di addestrare giovani calciatori, è bene che nei singoli ruoli si esercitino alternativamente tutti i componenti della squadra, in modo che ciascuno abbia la possibilità di misurarsi, mettersi alla prova, in un ruolo che non è il proprio, almeno fino a quel momento. Il risultato di “provare” ad interpretare un ruolo diverso da quello normalmente ricoperto non potrà che costituire un arricchimento del bagaglio motorio, tecnico e tattico; inoltre, vivere sulla propria pelle le difficoltà specifiche del ruolo consente di capire le difficoltà del compagno che ricopre normalmente quel ruolo e quelle dell’avversario che si ha di fronte durante la gara.
Le esercitazioni proposte vanno ad interessare anche l’aspetto relativo alla
preparazione atletica del calciatore. Sarà opportuno, quindi, valutare il tipo di lavoro di natura
condizionale, attualmente sempre più “integrata”, che si sta svolgendo durante ciascuna esercitazione, in modo da calibrare i recuperi e le ripetizioni per raggiungere l’obiettivo, magari secondario, che ci si è posto.
Gli Autori Floriano Marziali e Vincenzo Mora
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