MESSORI MAURIZIO
BOATTI GIORGIO

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Quando gli italiani incontrarono le prime automobili.
Giorgio Boatti racconta in queste pagine un'Italia che in un breve arco di tempo compie un'incredibile trasformazione. Le auto allontanano dalle vie i giochi dei ragazzi, sostituiscono nelle piazze i mercati, mentre la strada cessa di essere un "luogo di ritrovo, di convegno e di passeggio " per diventare "mezzo di transito, massa in movimento". Le deboli resistenze vengono travolte dalla generale euforia suscitata dai grandi raduni automobilistici, dalle prime gare e dalle imprese di piloti come Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro, che fanno conoscere in tutto il mondo i modelli prodotti dalle fabbriche italiane, dalla Fiat all'Itala.
La velocità entra prepotentemente anche nell'arte, influenza la pittura (con opere rilevanti di Boccioni e Balla), ispira gruppi d'avanguardia come cubisti e futuristi, e definisce radicali contrapposizioni culturali, facendo il suo ingresso nelle pagine della letteratura. E si riflette nel costume: è il tempo degli incontri furtivi protetti dalla capote e delle fughe passionali con rubacuori che il volante rende irresistibili.
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