LINUS
QUERCETTANI ROBERTO

Esaurito
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Esaurito
“Questo libro sarà presto riconosciuto come il volume di atletica del secolo”.
Sono queste le parole che Harold Abrahams scrisse nel presentare l’edizione inaugurale della prima storia dell’atletica moderna di Roberto Luigi Quercetani, pubblicata a Londra dalla Oxford University Press nel 1964. Quarantaquattro anni dopo e a 18 anni dalla prima edizione Italiana, esce l’edizione aggiornata di quella che e’ universalmente riconosciuta come la “Bibbia” dell’atletica. Questa è la più recente edizione di una storia che da allora è apparsa in cinque lingue, in ordine cronologico - inglese, finlandese, italiano, giapponese e spagnolo.
Questo libro narra la vicenda dell’atletica mondiale dal 1860 ad oggi, con particolare attenzione per quello che è stato il ruolo degli atleti italiani nell’arengo internazionale. C’è un’introduzione che riassume le esperienze anteriori, cioè quella che potremmo chiamare la preistoria di questo sport. Il volume si divide in un certo numero di parti, ciascuna delle quali illustra un preciso periodo storico, rievocandone fatti e figure, aspetti umani, agonistici e tecnici per tutte le specialità maschili e femminili. Il testo è interpuntato da piccoli riquadri su episodi originali verificatisi nel corso del tempo - notizie raccolte dall’autore attraverso interviste condotte in varie parti del mondo o mediante la lettura di quotidiani e riviste di numerosi Paesi.
ATLETICA MASCHILE
1860-1900 - Prime esperienze britanniche e americane. Dai grandi “camminatori” fino ai primi campioni: Wefers, Myers, George, ecc. Prime Olimpiadi moderne (Atene 1896). Italia: Bargossi ed altri.
1901-1920 - Si allarga il quadro internazionale, fino ai primi Giochi Olimpici veramente rappresentativi (Stoccolma 1912).
1921-1940 - Il mito di Nurmi. Nascono i Giochi del Commonwealth, i Campionati Europei ed altre grandi manifestazioni. Italia: da Facelli a Beccali.
1941-1960 - La Seconda Guerra Mondiale cancella due Olimpiadi. Consolini fino a Hary e Berruti. Comincia a vacillare il dilettantismo. L’URSS entra nell’arengo internazionale.
1961-1980 - L’atletica assume nuove dimensioni. Si scopre il continente Africa: da Abebe Bikila a Keino e Rono. Evoluzione tecnica e organizzativa: siamo nel professionismo, anche se non ancora dichiarato ufficialmente. Interferenze politiche: i boicottaggi olimpici.
1981-2000 - Si superano vecchie barriere: sulla pista, sul campo, sulla strada e nella filosofia dell’IAAF. Anche le regole si adattano al professionismo, ormai ufficializzato. Le compagnie TV e gli “sponsors” portano a grandi cambiamenti: il Grand Prix e la Golden League. I campioni: Carl Lewis, Moses, Michael Johnson, Bubka, Syedikh, Zelezny. L’Africa domina sulle lunghe distanze.
2001-2007 - Si allarga ulteriormente la mappa dell’atletica mondiale: “nuovi Paesi” e nuovi fenomeni. Più severa la campagna anti-doping dell’IAAF.
ATLETICA FEMMINILE
1900-1940 - Dalle prime “clandestine” all’ingresso di Eva nell’arengo olimpico (Amsterdam 1928). La versatile Babe Didrikson. Italia: Valla e Testoni.
1941-1970 - La prima regina viene dall’Olanda: Fanny Blankers-Koen. Le nuove potenze: URSS e Germania Est. Evoluzione tecnica.
1971-2000 - Molte belle imprese e qualche serio problema. Le “stelle”: Kazankina, Koch, Griffith, Kostadinova, Joyner. Una strana e breve rivoluzione cinese nelle lunghe distanze.
2001-2007 - Radcliffe, orgoglio del Vecchio Continente nella maratona. Ma nelle corse lunghe su pista l’Africa regna sovrana (Defar, ecc.). Isinbayeva, acrobata russa. Marion Jones: dalle stelle alle stalle.
Le statistiche maschili e femminili
Liste mondiali “All Time al limite dei vari periodi in cui è diviso il testo.
Indice nominativo degli atleti e delle atlete (menzionati nel testo).
Autore: Roberto Luigi Quercetani, nato a Firenze il 3 maggio 1922, è probabilmente il piu’ noto giornalista di Atletica, in Italia e nel mondo. Appassionato da sempre del dettaglio storico e statistico, nel 1950 a Bruxelles fu uno dei fondatori della ATFS (Association of Track and Field Statisticians), e presidente dal 1950 al 1968. Ha scritto di sua mano, per lo più in inglese, un buon numero di libri dedicati a singole specialità dell’Atletica. Come giornalista ha collaborato a lungo con “La Gazzetta dello Sport” e la rivista “Atletica” (FIDAL).
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